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sabato 1 maggio 2010

404 - Liquore alle rose o al ginger



La mia mania etnica non si ferma ai cibi solidi... mi piace fare anche liquori dolci a base di ingredienti "strani" come i boccioli di rose, il ginger, il gelsomino o altre stramberie.
Per i due liquori citati, il procedimento è lo stesso ed è molto facile. I boccioli di rose secchi si trovano in erboristerie o in alcuni supermercati, ad uso tisane, mentre il ginger fresco si trova ormai in tutti i supermercati e spesso anche dai fruttivendoli.
In pratica: 100g di boccioli o 100g di ginger fresco grattato vanno messi in infusione in 1litro di alcool da frutta a 90° e lasciati a macerare al buio per almeno una settimana, smuovendo la bottiglia ogni tanto.
Dopo una settimana si filtra l'alcool e gli si aggiunge uno sciroppo fatto con 1litro d'acqua e 1kg di zucchero (basta fare sciogliere lo zucchero nell'acqua a fuoco basso e lasciare raffreddare bene). Si mette il tutto in bottiglie tappate bene e si lascia maturare per due/tre mesi (meglio tre...), sempre al buio e in un luogo fresco ma non in frigorifero.
Questi liquori sono parecchio dolci con 1 kg di zucchero, a me piacciono così, ma se vi sembrano troppo dolci potete usare meno zucchero (non meno di 500g, però...)
Il colore del liquore alle rose è bello perché le roselline secche restituiscono il loro rosa naturale, delicato e opaco, mentre in quello al ginger potete aggiungere una goccia di colorante alimentare giallo per dare tono.
Con questa ricetta faccio anche il limoncello, il mandarinello e il liquore al ginepro.
Alla salute!!!!!

venerdì 13 giugno 2008

248 - Il karkadè




Bevanda nazionale in Egitto, bevuta fredda l'estate e calda l'inverno, questa infusione di fiori di ibisco seccati ha un sapore che ricorda vagamente la granatina, ma in più acidulo. Il colore anche lui ricorda la granatina: un rosso rubino splendido.
Si dice del karkadè che previene le infezioni, stimola le difese immunitarie dell'organismo, favorisce la sudorazione e l'attività renale, regola l'intestino (grazie alle mucillagini contenute) e rallenta il progredire dell'osteoporosi, che è antiinfiammatorio, lenitivo, vitaminizzante, utile anche nel combattere stipsi cronica e angioprotettivo. In forma di infuso è leggermente lassativo. Per uso esterno, per la presenza dei polifenoli e delle mucillagini, ha una azione lenitiva per le pelli infiammate. Se non vi basta, aggiungo che è anche...molto buono!!!!!
Il karkadè ha una sua storia italiana: durante il periodo fascista "autarchico" di ormai lontana memoria, quando non si potevano consumare prodotti esteri, il karkadè eritreo era autorizzato, come prodotto "italiano". Ebbe quindi la sua ora di gloria in quel periodo in Italia, ma per gli stessi motivi fu abbandonato nel dopoguerra.
Riscoperto da un pò' di anni, fa parte oggi delle bevande "esotiche" amate da tutti.
Io in generale lo bevo d'estate, ghiacciato, con aggiunta di qualche fogliolina di menta fresca.

sabato 24 maggio 2008

225 - Pepitada ovvero latte di semi di melone ebraico

Cortesia foto: Is that my burèka

Un ricordo d'infanzia, questa "Pepitada" molto profumata che i nostri parenti originari dell'isola di Rodi prepavano per romprere il digiuno del Kippur. E' rimasta nella mia memoria gustativa al punto di sentirne ancora il sapore solo a pensarci...
Ho trovato una bella ricetta sul blog: http://is-that-my-bureka.blogspot.com/
ma dopo un giro di telefonate una mia cugina mi ha dato la ricetta di sua madre, quella che ricordavo io, appunto. E' quasi uguale, in effetti...


Si prende 1 bel bicchiere di semi di melone (qualsiasi) lavati, lasciati seccare per alcune settimane, poi tostati in padella girando di continuo fino a quando non cominciano a dorare e "crepitare". Non si sbucciano...Si lasciano raffreddare poi si passano in un mixer o un macinacaffè per ottenere una polvere fina che verrà avvolta in un sacchetto fatto con tela pulita tipo canovaccio da cucina e spago.
Si immerge il sacchetto in una caraffa o altro contenitore e si versa sopra circa 75cl di acqua fredda. Si lascia "macerare" così per un'oretta poi si spreme il sacchetto sopra il contenitore per estrarne il primo "latte", che renderà l'acqua color latte, appunto...
Si mette in frigo e si lascia una notte o una giornata, spremendo il sacchetto di nuovo di tanto in tanto.
Si leva il sacchetto, si aromatizza il "latte" con acqua di fior d'arancio e zucchero a piacere, e si consuma in bicchierini, ben fresco.
Il sapore è difficile da descrivere ma è qualcosa come il sesamo o la mandorla dolce tostata, più il profumo dell'acqua di fior d'arancio, naturalmente...


lunedì 19 maggio 2008

221 - Thè alla menta


Cortesia foto: Les Mille & une Nuit


Il thè alla menta è la bevanda simbolo dei paesi del Maghreb. Se ne beve ad ogni momento del giorno o della sera e si serve obbligatoriamente agli ospiti.
La sua preparazione non è difficile ma ci sono alcune regole da osservare per ottenere un primo thè ben dorato, ben zuccherato e che faccia la "corona" di schiuma quando cade nel bicchiere. La schiuma è segno di riuscita, accoglienza e fortuna. La sua assenza può addirittura essere un'offesa per l'ospite.
Questo video mostra molto bene il procedimento.
Il thè è in generale thè verde cinese tipo "Gunpowder", la menta e lo zucchero abbondanti, e l'acqua bollentissima.
Prima si mette il thè nella teiera e lo si "lava" tre volte con acqua che si butta via (porta via anche un pò dell'amarezza del thè).
Poi si mette la menta e lo zucchero, poi l'acqua bollente, e si versa in un bicchiere che si rimanda nella teiera fino a quando il thè non è dorato bene e fa la schiuma.
Solo allora è pronto da servire, alzando la teiera il più possibile sopra ogni bicchiere per fare una schiuma bella densa.
Io in generale metto una manciata di pinoli nel bicchiere, come fanno in certe zone. Gonfieranno nel thè bollente e sprigioneranno tutto il loro aroma di pino...



domenica 11 maggio 2008

209 - Limonata allo zenzero del Burkina-Faso


Vera, di BRIKeBROK evoca sul suo blog lo sciroppo di ginger che si trova dappertutto in Burkina Faso . Mi ha ricordato questa limonata al ginger che mi ha insegnato a fare il musicista burkinadé Gabin Dabiré:

Per 1l di limonata:
Succo di 4 limoni succosi
1 cucchiaio da minestra rado di ginger grattato o trittato molto sottile
4 cucchiai da minestra di zucchero
Acqua

si mescola il tutto, si mette in una bottiglia o una carafa e si lascia in frigorifero per almeno un paio di ore.
Si filtra e si beve...
E' molto rinfrescante e piccantina, e per chi ama il ginger è un sogno.

Un pezzo di musica di Gabin (purtroppo lui non appare sul video...)