Visualizzazione post con etichetta Cose che si mangiano nel mondo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cose che si mangiano nel mondo. Mostra tutti i post

mercoledì 19 novembre 2008

318 - Tahina o T'hina o Tahini o Tahinè ovvero pasta di sesamo



Tahina o T'hina o Tahini o Tahine...
Originaria di tutto il Medioriente, la tahina è una pasta di sesamo che si compra in barattolo e che è densa e color caffellatte, con un sapore a nocciola molto piacevole. In generale è ricoperta nel barattolo con un pò di olio , e nel fondo del barattolo è più dura che incima ma non fa differenza. E' solo che a volte ha tendenza a dividersi e l'olio risale mentre il fondo s'indurisce. Basta rimestolare...
La tahina di qualità inferiore è spesso amara, sia che i semi di sesamo erano vecchi all'origine, o mal tostati, o con aggiunta di conservanti che ne corrompono il sapore, ed è un problema. Anche se poi il succo di limone stempera molto l'amarezza, bisogna rivolgersi a qualcuno che ve la venda di buona qualità, e usare comunque olio di semi o di oliva extravergine che non sia amaro per niente altrimenti l'amarezza aumenta...
Ad ogni modo: per farne una crema o salsa come si usa in Medioriente (per esempio con i falafel) usate un bel cucchiaio da minestra colmo di tahina in pasta che ridurrete in crema liscia e scorrevole (ma non troppo liquida) nel frullatore, con PRIMA il succo di un limone e due cucchiai da minestra di acqua tiepida, che diluiranno la pasta. Quando è bella diluita, bianca avorio, scorrevole e liscia potete aggiungere l'olio, ma SOLO allora perché se lo mettete prima di diluire la pasta questa si addensa a palla durissima che vi blocca il frullatore (col rischio di bruciare il motore...). Condite poi la crema con aglio sminuzzato a piacere, poco cumino arabo e sale.
La consistenza della salsa dipende dalla quantità di liquido che ci metterete. A qualcuno piace più densa, ad altri più scorrevole.
La tahina si serve tradizionalmente con i falafel in tutto il Medioriente, ma condisce anche i famosi panini di pane pita farciti con il "Chawerma" o "Kebab", quella carne arrosto allo spiedo verticale. Si usa anche nel puré di ceci chiamato "Hummus" o "Hommos", nella mousse di melanzane chiamata "Babà Ganùsh", e serve per condire le verdure lesse, le insalate e le carni bianche arrosto. In certe isole greche la usano nel caffè detto turco o greco al posto del latte.
La tahina, come del resto il sesamo in semi, è molto energetica e contiene diverse vitamine.


lunedì 20 ottobre 2008

308 - Curry-leaf ovvero foglia di cari (o curry)



"Foglia di cari
Murraya koenigii

In India, la foglia di cari rinforza il sapore di tutti i curries. Proviene da un piccolo albero ornamentale che si trova allo stato selvatico alle pendici dell' Himalaya nel sud dell'India e nello Sri-Lanka. Lo si coltiva dappertutto in Asia e si possono comprarne foglie fresche su qualsiasi mercato.
In Occidente in compenso, si trovano solo foglie secche che hanno perso l'essenziale se non la totalità del loro aroma. Esiste un equivalente occidentale che proviene da una pianta diversa: Helichrysum angustifolium, o elicriso.
Viene usata per un thè africano, il thè ottentoto.

Origini e caratteristiche

La foglia di cari, verde scuro sopra, verde pallido sotto, è una parte della foglia, o fogliola, di un albero tropicale che, sotto i nostri climi, cresce solo in serra. L'elicriso, pianta mediterranea, cresce sui terreni ben irigati.

Uso culinario
Il curry di Madras deve il suo sapore e il suo aroma inconfondibili alle foglie di cari che ne sono il principale ingrediente.
Le foglie fresche assomigliano alle foglie dell'alloro.
In India, rinforzano tutti i piatti di carne speziati e i curries.
Le foglie seccate non hanno quasi nessun sapore. E' possibile procurarsi nei negozi di prodotti orientali le foglie conservate sotto vuoto che conservano aroma e colore.
Les foglie di cari, legate a mazzetti, rinforzano il sapore delle verdure cotte al vapore, del riso, delle zuppe e degli stufati.
Bisogna levare il mazzetto prima di servire. Finemente trittate, le foglie di cari profumano frittate e marinate."

"Les épices"
Guide du bon vivant
Richard Craze
Evergreen / Taschen, 2001
ISBN 3-8228-1045-2

lunedì 1 settembre 2008

286 - Masticha di Chios


Cortesia foto: http://www.gummastic.gr

Nell'isola greca di Chios, nel nord-est del mare Egeo, si trovano 24 villaggi dove si raccoglie una resina pressoché magica.
Si chiama "Masticha", ed è la linfa di un albero chiamato scientificamente "Pistacia Lentiscus", un albero non molto grande che a prima vista può sembrare un ulivo.
Questa resina ha un profumo e un sapore deliziosi. Si rassoda e viene fatta a granelli color avorio o ambra, come l'incenso da chiesa con il quale viene spesso confuso da parte degli stranieri che la vedono per la prima volta.
La particolarità della Masticha, a parte il suo sapore e la sua versatilità di uso, è che cresce solo ed unicamente nell'isola di Chios e da nessun'altra parte al mondo.
I turchi hanno provato per secoli ad acclimatarla in Turchia, i veneziani nella Repubblica, e diversi altri in diversi punti del globo: niente ha funzionato! Solo a Chios...
E non in tutta Chios, in una zona di 24 villaggi chiamata "Mastichochoria" ("i Paesi della Masticha"), dove questa meraviglia ha permesso di vivere ai contadini da secoli.
La Masticha viene usata per le sue virtù curative (apparato digestivo), per purificare l'alito (quando si mastica diventa elastica come la gomma, e in effetti è stata chiamata "la prima gomma da masticare della Storia"). Le sultane e principesse turche dell'Impero ne andavano matte appunto per questa sua proprietà aromatica.
Viene usata anche liquida (fonde a 60°), con miele o zucchero; in polvere per aromatizzare confetteria o dolci, in cosmetica per il suo profumo, ed è una delle componenti della famosa bevanda alcolica greca chiamata "Ouzo", insieme all'anice. All'Ouzo conferisce dolcezza e morbidezza.
Essendo una rarità, raggiunge prezzi abbastanza alti, anche a seconda della raccolta dell'anno. Io l'ho trovata a Patrasso a 90€ al chilo, ma può arrivare anche a costare intorno ai 400€ al chilo.
La Masticha si può definire un prodotto antico della terra greca, unico e preziosissimo.
Se andate in Grecia e volete assaggiarne il sapore senza spendere fortune, troverete dei sacchetti da 5g nei negozi alimentari e nei supermercati, oppure delle pasticche a forma di "chewing-gum" in tutte le edicolette chiamate "Perìpteros", che ad ogni angolo di strada vendono sigarette e mille altre cose. La marca migliore è "Elma".
Immagini e info (purtroppo solo in greco), sul sito della Associazione Produttori di Masticha di Chios.


lunedì 14 luglio 2008

273 - Il "Fugu" ovvero pesce-palla, un killer in agguato...

Il pesce-palla, chiamato "Fugu" dai giapponesi che ne vanno matti, è un killer pericolosissimo. Il suo fegato secerne una tossina potentissima che paralizza il sistema nervoso in poco tempo, e la tossina prodotta da un solo pesce può uccidere 30 persone.
I cuochi giapponesi che lo lavorano devono avere un patentino che attesta dei loro studi in materia e della loro capacità di cucinare il "Fugu" in modo da renderlo innocuo.
Questo giovane americano fa l'esperienza di una cena a base di "Fugu" in uno dei ristoranti dove opera un cuoco "fughista" tra i più famosi e allenati.



martedì 27 maggio 2008

231 - Lambi ovvero molluscone antillese

Cortesia foto: Wikipedia.com

Il "Lambi" o "Strombus gigas" è un mollusco gigante che vive nei mari caraibi ed è commestibile.
In Martinicca e Guadalupe è un ingrediente di diverse ricette, ma ha bisogno di una preparazione speciale per renderlo "masticabile". Ecco cosa ne dice il dott. André Nègre, che fu medico da quelle parti nei lontani anni '60 del secolo scorso.

"Qualunque sia la preparazione che intendete fare subire ai lambi, dovete prima trovare una persona competente che sappia fargli uscire dalla loro conchiglia; perché sono enormi molluschi (Strombus gigas) molto abbondanti intorno alle isole antillesi; ma questo sfratto non è esattamente una operazione culinaria, e quindi la considereremo come già effettuata.
E' molto utile, poi, lasciare i molluschi nel congelatore di un frigorifero per circa otto giorni, perché questo bonifica la carne del lambi preparandola per una migliore sbattitura.
Quando volete prepararla, mettete la carne dell'animale a macerare in succo di limone, ceneri e foglie di giraumon*; la si raspa col coltello dopo questa macerazione, in modo da levarle la viscosità. Poi la si lava con cura.
Non c'è nessuna controindicazione, anzi, a procedere a questa pulizia prima di congelare la carne; l'essenziale è di non ommettere il rito frigo prima di mettere la bestiola di fronte alla sue responsabilità culinarie.
In quel momento, si mette il mollusco su un asse di legno e lo si batte con un bastone o altro in modo da rendere la carne ben morbida; gran parte del vaolre gastronomico della pietanza dipenderà da questa bastonata: se è battua bene, sarà buona; se non è lacerata abbastanza sarà come gomma da macchina. Quando la mia cuoca Léonie pratica quest'esercizio, le parlo di sua suocera. Il risultato è eccellente..
."

Dr. André Nègre
"Antilles et Guyane à travers leur Cuisine"
Pubblicato in proprio 1967 - senza referenze.


Non vi do nessuna ricetta locale di lambi perché 1) non troverete lambi in Italia, 2) comportano altri ingredienti assolutamente sconociuti e introvabili da noi. Ma sappiate che il lambi si fa alla griglia, stufato, al gratin, a stracotto... Se andate nelle Antille cercate di assaggiarlo.