martedì 18 novembre 2008

317 - La spesa etnica



In un’Italia ormai piena di stranieri residenti, venuti da vicino o da lontano, dobbiamo per forza avvicinarci a culture di cui ancora poco tempo fa ignoravamo persino gli aspetti più elementari. I nostri vicini di casa non sono più soltanto concittadini o semplici “forestieri”, ma anche persone che arrivano da tutti i continenti, portando con sé elementi di diversità e novità che dobbiamo accettare, che lo vogliamo o no, e la cucina è uno di questi elementi. Quindi, cucinare etnico non è più soltanto il fatto degli amanti dei viaggi lontani o dell’antropologia, ma di tutti noi.
Per cucinare etnico, naturalmente, servono alcune conoscenze che oggi si acquisiscono facilmente attraverso le decine di libri a disposizione, ma soprattutto attraverso Internet che è un immenso archivio di quasi tutte le cucine. Basta interrogare i motori di ricerca e ci appaiono immediatamente ricette di tutt’ il mondo, in italiano e nelle le altre lingue. Più difficile, magari, è il reperimento degli strumenti particolari, caratteristici di molti paesi, ma nelle città si trova ormai di tutto: pentole da cuscus, vassoi e tajine di coccio, teiere e bicchierini da thè alla menta si trovano nei negozi alimentari, spesso anche macellerie hallal, gestiti da maghrebini o mediorientali; wok, pentole elettriche per cuocere il riso, padelle speciali, ciotole e bacchette, piastre da tavola, cesti di bambù impilabili per cuocere a vapore si trovano nei negozi gestiti da cinesi; ciotole e bacchette giapponesi, stuoini e palette per fare i sushi, bottigliette di porcellana e bicchierini per il sakè, frustini di bambù per la cerimonia del thè, padellini quadrati per la frittatina arrotolata si trovano nei negozi giapponesi; persino la “bombilla” e la sua cannuccia metallica per bere il matè argentino si trovano in qualche negozio sudamericano, ingredienti di tanti paesi si trovano nei negozi specializzati multietnici, e ciò che non si trova in città si può acquistare in rete facilmente, come per esempio il cucchiaio a molla per fare i falafel egiziani, le formelle di legno per fare i pasticcini “ma’mùl” siriani o lo stampo tradizionale per decorare il pane greco da chiesa.
La situazione è la stessa per gli ingredienti particolari: nei negozi precitati si trovano ormai molte spezie fondamentali come il cumino verde arabo o indiano, il coriandolo in polvere o in semi, la curcuma in polvere, il ginger in polvere, l’asafoetida, il fieno greco, e  in particolare i misti come il “ras-el-hanùt maghrebino, il “tabeul karuìa”, lo “za’atar” e il  “baharat” mediorientali, l’olio di argane marocchino, il “berberè” eritreo, le cinque-spezie e il pepe di Szichuan cinesi, il curry di Madras o di Bombay, i curry rosso, giallo e verde tailandesi, le spezie miste o singole di Sri-Lanka o dell’India e del Bangladesh, la polvere di wasabi giapponese, l’ “achiote” peruviano, senza parlare della semola di cuscus e del bulghur in varie pezzature, della farina di manioca africana o brasiliana, dei “noodles” e paste di riso o di frumento di tutta l’Asia del Sud-Est, dei condimenti piccanti e agrodolci filippini, della “tahina” mediorientale, delle erbe secche dalla Turchia e dalla Grecia, della citronella tailandese o vietnamita, della pasta di goiava e di banana brasiliana e di numerose conserve di carni, pesci o verdure come i “chutneys” o i “pickles” indiani, la pasta di gamberi tailandese, i germogli di bambù cinesi, il ginger in salamoia giapponese, per finire con frutta e verdura esotica come “platanos”, radice di manioca, patate dolci, cavoli cinesi, peperoncini asiatici o africani di tutti i tipi, erbe aromatiche come il “lemon grass”, la citronella, il coriandolo fresco, la menta piperita maghrebina, la menta cinese, il basilico tailandese, i peperoni “ajì” sudamericani, i cetrioli amari africani e asiatici, i “citrons confits” o le verdure in salamoia “tursci” maghrebini, i “bamyas” greci, turchi, arabi e africani, senza dimenticare prodotti di carne, freschi o in conserva, come le salsiccette “merghèz” tunisine o diversi salumi asiatici. Esistono anche negozi di alimentari rumeni in Italia, dove si possono trovare salumi, formaggi, dolciumi e conserve tipici.
Nella grande distribuzione il concetto di etnico è ancora parecchio tralasciato e, all’eccezione di prodotti dei paesi della UE più vicini a noi ormai molto noti come lo yogurt greco, il formaggio feta, e tutti i cibi che provengono dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna, dal Portogallo e da altri paesi “parenti”. Mi risulta che soltanto due catene importanti di supermercati abbiano un reparto etnico specifico, ma sono piccoli reparti spesso isolati, dove si trovano le dieci cose più, diciamo, “conosciute” come la “tahina”, la semola di cuscus, il bulghur, il latte di cocco, la pasta di wasabi e la salsa di soia, qualche confezione di “noodles” asiatici, la solita polvere di curry e i Sali del mondo, di tutti i colori, che ormai fa anche parte della nostra alimentazione. Questa situazione è curiosa, tanto più che, oltre alla clientela italiana che comincia a cercarli, i prodotti etnici sono la base dell’alimentazione di moltissimi stranieri residenti che probabilmente li comprerebbero in quantità. Ma qui siamo ai misteri del marketing, e non è il mio campo…
Comunque, se un giorno vi capita di cercare (e di trovare) in Italia cose come la melassa di melagrana mediorientale, la “masticha” greca, il sumac, l’uvetta turca minuscola o i semi di nigella, fatemi un fischio!

Buona spesa e buona cucina etnica!

7 commenti:

antonietta ha detto...

help!
come si fa a portare un video youtube sul blog?
Grazie dell'aiuto

Jean-Michel ha detto...

Antonietta, accanto allo schermo dove vedi il video (su Yoytube intendo...)in alto a destra ci sono due strisce di cui l'una si chiama "codice da incorporare". Devi fare copia-incolla di questo codice nella pagina HTML del post che vuoi pubblicare...
Almeno su Blogspot è così...
Compris?

Kim ha detto...

Ah, my favorite dessert by far! If it's on a menu, I order my meal accordingly to have room for it. Now, I can make it whenever I want. Thank you Jean-Michel.

erika ha detto...

wow!!! lo proverò, andrò li... adesso guardo dov'è! :-)

Jean-Michel ha detto...

Kim: I'm glad of it!

:)))

Erika: poi sappimi dire...

:)))

nini ha detto...

ciao, il video non si vede..sniff..

Jean-Michel ha detto...

Hai ragione, hanno tolto il video a quanto pare...
Ora vedo cosa fare...
Grazie per la segnalazione.