giovedì 17 aprile 2008

183 - Pesach ovvero la Pasqua ebraica



La Pasqua ebraica si celebra quest'anno il 20 aprile, ovvero domenica prossima. Leggiamo su Wikipedia.org cosa è e cosa rappresenta...
"Pesach o Pesah (detta anche Pasqua ebraica), è una festività ebraica che dura otto giorni (sette nella sola Israele) e che ricorda l'Esodo e la liberazione del popolo israelita dall'Egitto; la Pasqua cristiana - pur aggiungendo dei significati cristologici - trae origine da questa festività.
Origine della festa
Il termine Pesach appare nella Torah (Antico testamento). Dio annuncia al popolo di Israele, schiavo in Egitto, che lui lo libererà, egli dice:
« In questa notte io passerò attraverso l'Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame » (Esodo 12;12-12)
Ad ogni modo, ordina al popolo di Israele di marcare gli stipiti delle loro porte con sangue di agnello cosicché:
« Io vedrò il sangue e passerò oltre; colpirò invece con il mio castigo l'intero Egitto, e a voi non succederà niente » (Esodo 12;13-13)
La frase "passerò oltre" in ebraico viene resa con la parola Pesach, da qui il termine italiano Pasqua. In inglese viene invece utilizzata la traduzione letterale "Pass Over" contratto in passover.
Sebbene il termine non sia menzionato prima del Libro dell'Esodo, ci sono tracce di osservanza della festività in epoca antecedente. In Genesi (19,3), si narra di come Lot accolse i due angeli che avrebbero dovuto distruggere la città di Sodoma cucinando per loro "pane non lievitato" senza alcuna ragione apparente.
I due principali comandamenti legati alla festa di Pesach sono: cibarsi di matzah (pane non lievitato) e la proibizione di nutrirsi di qualsiasi cibo contenente lievito durante l'intero periodo della festività. In epoca antica ve ne era un terzo: l'offerta dell'agnello nella sera del giorno 14 del mese ebraico di Nissan ed il cibarsi quella stessa notte del sacrificio di Pesach. I comandamenti sono stati trasformati in una cena particolare chiamata seder celebrata nelle prime due sere della festa (in Israele solo il primo giorno). Altri usi associati a Pesach sono il cibarsi di erbe amare ed altri alimenti durante la celebrazione del seder. Sebbene parecchie siano le spiegazioni che sono state date al cibarsi di pane azzimo, la più accreditata è che si tratti di un ricordo del pane di cui gli Israeliti si cibarono durante l'Esodo: durante la loro fuga dall'Egitto non ebbero il tempo di far lievitare il pane.

Usi ebraici
Prima dell'inizio della festività gli ebrei osservanti eliminano da casa ogni minima traccia di lievito e qualsiasi cibo che ne contenga (questo viene indicato con il termine chametz). Questa tradizione viene chiamata 'bedikat chametz' (controllo del chametz). Durante tutto il periodo della festività non viene consumato cibo lievitato sostituendo il pane, la pasta e i dolci con le matzot (plurale di matzah) ed altri cibi appositamente preparati.
Pesach è una festività felice che viene solitamente trascorsa in famiglia. La prima notte, in particolare, è la più importante. Durante le prime due sere si usa consumare la cena seguendo un ordine particolare di cibi e preghiere che prende il nome di seder, parola che in ebraico significa per l'appunto ordine, durante il quale si narra l'intera storia del conflitto con il faraone, delle 10 piaghe e della fuga finale seguendo il racconto della Haggadah di Pesach. Tradizionalmente è il bimbo più piccolo della casa che chiede all'uomo più vecchio di raccontare cosa successe allora, con una semplice domanda (in ebraico מה נשתנה הלילה הזה מכל הלילות, che si legge Ma nishtana ha laila hazeh micol ha leilot? e che significa Cosa distingue questa sera da tutte le altre sere? ).

Il Seder
Durante il seder vengono utilizzate 3 matzot che vengono tenute coperte da un panno. all'inizio della cena viene spezzata in due pezzi quella di mezzo. Il pezzo più piccolo viene rimesso tra le due rimanenti, mentre il pezzo più grande viene utilizzato come Afikomen, ovvero l'ultimo pezzo di matzah che verrà consumata durante il pasto. Vi sono due usanze riguardo l'afikomen, entrambe con lo scopo di tenere i bambini attenti allo svolgersi della cerimonia. In entrambi i casi l'afikomen viene nascosta: nel primo caso da uno dei bambini per poi essere cercata dagli adulti e, nel caso questi non la trovassero pagando il bimbo per la sua restituzione. L'altra usanza prevede, invece, che a nascondere l'afikomen siano gli adulti e venga premiato il bambino che la ritrova.
Durante la cerimonia, un piatto, detto piatto del Seder è parte centrale della cena. Il piatto del seder è di solito decorato, ed ha dipinti tutti i principali simboli di Pesach. Al centro sono poste tre mazzot per ricordare la concitata e precipitosa fuga dall'Egitto. Attorno, nell'ordine (in senso antiorario e - nella tradizione - partendo dall'ingrediente posto di fronte al capofamiglia) vi sono il karpas, solitamente un gambo di sedano che ricorda la corrispondenza della festività di Pesach con la primavera e la mietitura che, in epoca antica, era essa stessa occasione di festeggiamento; un piatto di maror o erbe amare (solitamente un'insalata amara, come la cicoria) che rappresenza la durezza della schiavitù; una zampa arrostita di capretto chiamata zeru'a che rappresenta l'offerta dell'agnello presso il Tempio di Gerusalemme in occasione di Pesach, Shavuot e Sukkot; un uovo sodo (beitza) in ricordo del lutto per la distruzione del Tempio, e infine una sorta di marmellata preparata con frutta secca, noccioline, e vino (e altri ingredienti dolci, secondo la tradizione familiare) chiamato "haroset" che rappresenta la malta usata dagli ebrei durante la schiavitù per la costruzione delle città di Pit'om e Ramses. Alcuni, specie nell'uso italiano, aggiungono una seconda insalata, più dolce, come la lattuga.
La lettura dell'Haggadah inizia con un ricordo, un brano in lingua caldaica (A lahmà anià di achelu... : questo è il pane dell'afflizione che abbiamo mangiato... e prosegue con il brano Ma nishtana detto dal più giovane attorno alla tavola, come sopra detto. Un punto centrale del seder è quello in cui i quattro figli (il figlio saggio, il malvagio, il semplice ed il giovane, troppo inesperto per porre domande) chiedono al padre quale sia il significato di Pesach. I quattro fratelli rappresentano quattro tipi di Ebreo. Il figlio saggio (Quali sono le leggi e gli statuti che il Signore nostro Dio vi ha comandato?) rappresenta l'ebreo osservante. Il figlio malvagio (Cos'è questo per voi?) rappresenta invece l'ebreo che rifiuta la sua eredità e la sua religione. Il semplice (Cos'è tutto questo?) si riconosce nell'ebreo completamente indifferente. Il giovane, invece, colui che non conosce della propria cultura e tradizione a sufficienza per poter prendere parte alla discussione (A lui inizierai tu stesso il discorso). Poco dopo, vi è il ricordo delle dieci piaghe inflitte da Dio all'Egitto per indurre il Faraone a lasciare liberi gli Ebrei, e un esempio di pilpul, o discussione talmudica, in cui, nell'interpretazione rabbinica, le piaghe da dieci diventano quaranta, poi cinquanta, poi addirittura duecento. Più avanti, si ripete la promessa millenaria השנה הבאה בירושלים, Hashana haba'a b'Yrushalayim - l'anno prossimo a Gerusalemme. Nel corso del seder vi è obbligo di bere quattro bicchieri di vino, e quindi è naturale che, oltre ad essere composto da diversi brani cantati,termini di solito con canti tradizionali. Nella tradizione italiana, i canti sono in italiano, e si ricordano Had gadià, la storia del capretto resa famosa da Angelo Branduardi in forma ridotta con il titolo La fiera dell'est, e il conteggio, cantato, da uno a tredici, dove uno è ovviamente Dio, fino a tredici attributi divini, passando per due Tavole della Legge, tre Patriarchi, Quattro Madri di Israele, cinque libri della Torah, sei libri della Mishnah, sette giorni della settimana, otto giorni della circoncisione, nove mesi di gravidanza, dieci Comandamenti, undici costellazioni (nell'accezione ebraica), dodici tribù.
Dato che il nome di "Seder" significa "ordine" non v'è da sorprendersi vi sia un preciso ordine per ciò che accadrà durante la sera. La cena procede secondo quest'ordine:

Kaddesh קדש (La benedizione del Kiddush e il primo bicchiere di vino)
Ur'chatz ורחץ (La pulizia delle mani, come nella Netilat Yadaim ma senza benedizione)
Karpas כרפס (Si intinge il sedano nell'acqua salata)
Yachatz יחץ (Rottura della Matzah centrale.)
Maggid מגיד(Racconto della storia di Pesach. Le quattro domande.)
Rochtzah רחץ(Seconda abluzione delle mani)
Motzi/ Matzah מוציא / מצה (Benedizione sulle matzot)
Maror מרור (Si mangia il charoset ed il maror)
Korech כורך (Si mangia la Matzah, lo charoset, ed il maror)
Shulchan Orech שולחן עורך (Viene servita la cena)
Tzafun צפון (Si consuma la afikomen)
Barech ברך (Benedizione dopo la cena, coppa di vino e benvenuto al profeta Elia)
Hallel הלל (Si cantano le canzoni, coppa di vino)
Nirtzah נירצה (Conclusione)

Pesach e Pasqua cristiana
Secondo la tradizione cristiana, la Pasqua cade circa nello stesso periodo di Pesach, sebbene venga fatta coincidere sempre con la domenica e, pur dipendente dal Pesach, viene evitata la coincidenza con quest'ultima. Vi sono casi in cui la Pasqua viene anche ritardata di una settimana. Per la Chiesa Cattolica la Pasqua sostituisce Pesach per importanza poiché, se Pesach è il periodo della morte di Gesù, Pasqua ne ricorda la resurrezione. Occorre infatti ricordare come l'Ultima Cena consumata da Gesù non fosse altro che il Seder di Pesach. Questa ricorrenza viene ricordata all'inizio del triduo di Pasqua cristiano nel cosiddetto "Giovedì Santo".
Le Chiese cristiane hanno deviato dalla celebrazione esatta di Pesach, che coincide con la morte di Gesù, sin dall' antichità, dando maggiore importanza al giorno della resurrezione. In lettere scambiate tra la Chiesa di Roma e quella d'Asia già nel secondo secolo, si rintraccia una disputa indicata come Controversia quartodecimana. La Chiesa dell'Asia minore riteneva che i cristiani dovessero proseguire nella tradizione degli apostoli di celebrare il Pesach il 14 di Nissan, citando anche la tradizione risalente all'apostolo Giovanni, mentre la Chiesa romana l'aveva già abbandonata in favore della celebrazione della domenica successiva. La tradizione quartodecimana fu seguita da alcune chiese fino a poco oltre il Concilio di Nicea, che stabilì il criterio per la determinazione della data della pasqua cristiana. La maggior parte dei protestanti, con qualche differenza, segue la tradizione latina di celebrare la Pasqua invece di Pesach."

11 commenti:

caravaggio ha detto...

bellissimo articolo ,curato ed istruttivo,sapevo parecchie cose ma con quest'articolo ne ho conosciute un'infinità,grazie e buon fine settimana

Jean-Michel ha detto...

Wikipedia è sempre una garanzia...

:)))

Anonimo ha detto...

Grazie Ty, volevo solo salutarti ma questo articolo mi ha dato l'occasione anche per ringraziarti delle belle ricette e dei racconti che metti sul tuo blog.
Un abbraccio e buona Pasqua.

Dida

Luvi ha detto...

..sempre interessante leggerti. :D

Luvi ha detto...

http://dailymotion.alice.it/video/x53a63_rav-kenwood-faisant-des-matzots_lifestyle
guarda mi sembra interessante! hai visto quell'attrezzo per battere l'impasto ne esiste uno simile nella tradizione del pane emiliano, la foto è anche sul libro delle sorelle Simili sulla apnificazione.

Jean-Michel ha detto...

Grazie Daniela!
Un abbraccio a te e buona post-Pasqua...

:)))

Jean-Michel ha detto...

Grazie Luisa, molto interessante.
Ma quello strumento al tempo degli antichi ebrei, l'avranno avuto? Il progresso...

:)))

Luvi ha detto...

quello nella foto del libro delle Simili era un semplice bastone incernierato a una estremità su un tagliere sempre in legno...

Jean-Michel ha detto...

La versione rustica, insomma...

:)

Irma ha detto...

Ciao!
Articolo veramente interessante! grazie! E grazie anche per tutte le ricette che pubblichi sul tuo blog!
buona Pasqua! :)
Irma

Jean-Michel ha detto...

Grazie a te, Irma!
Ho inserito il tuo blog nella directory Blog Italiani di www.buonappetitoate.com
Buon weekend.

:)